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Montecalvo Irpino: La storia - I Normanni PDF Stampa E-mail
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Venerdì 23 Agosto 2013 08:35

Le prime notizie, quasi certe, di Montecalvo si hanno intorno al VI° secolo d.C., con la costruzione sulla collina della rocca romana, eretta dai Romani, sugli antichi resti di un tempio antico, nella guerra contro i Sanniti, intorno alla quale in seguito s’insediano le popolazioni provenienti da Aequum-Tuticum e dal Piano di Anzano (tressanti) oramai distrutte, sviluppando il primo nucleo abitativo di Montecalvo. Non è da escludere che Montecalvo abbia vissuto un fiorente periodo con l’avvento dei Romani. Nei primi anni del secolo XI- 1016 - nuove genti, i normanni, vennero a capovolgere l’Italia trans-tyberina.

Essi per prima, sotto il nome di Apulia - intesero contemplare tutti quei luoghi dell’italia cistiberina. Re Corrado il Salico, calato in Italia per coronarsi imperatore in Roma, ristabilì quelle genti in queste regioni. Si portò nella Puglia e, o fosse stato per forza, o per volontaria resa - soggiogò al suo dominio così il territorio beneventano, come altresì Capua e le altre restanti città di questa regione. A quei normanni, che si erano portati dal patrio suolo a folla nella Puglia— accordò la licenza di poter quivi fermare, stabilmente la propria abitazione e li adunò Sotto i suoi capitani, acciò difendessero i confini del reame d’italia - contro le insidie dei greci - La Puglia, che dai greci fu chiamata Italia - fu ancora chiamata Longobardia - perchè da essi fu tolta ai principi longobardi, che signoreggjavano l’italia. Il territorio beneventano e la città di Capua non furono mai compresi nella Puglia, sebbene gli storici li chiamino, similmente, col nome di Puglia. L’ uso dei feudi in italia fu introdotto dai longobardi. Fu loro costume dare le terre occupate ai soldati, acciò fossero conosciuti dai medesimi come padroni, ed ubbidissero essendo chiamati con l'andare alla guerra. Di questo siamo sicuri, perché risulta dalle consuetudini feudali, ed il Facchineo aggiunge, che feudo è voce germana, della cui origine furono i longobardi. Questi vennero in italia, circa l’anno del Signore 568 - essendo imperatore Giustino il. Ed avendo occupato gran parte del paese, stabilirono un regno particolare, a similitudine dei romani - composero nuove leggi, ed introdussero nuove dignità, con i nomi di Du cali - Marchesati - Contadi e simili. E così le leggi feudali si sparsero dall’ Italia per tutta l’Europa - come afferma tra i feudisti, Rudingaro. All’anno 1075 - Roberto Guiscardo normanno, assediò Salerno - soggiogò la città e discacciò il Principe Gisulfo restando il principato dei longobardi solo in Benevento, dove era incominciato - sebbene dopo due anni finiva lo stesso. - Difatti, nell’anno 1077, moriva Landolfo VI - ed in lui si estinse il Principato beneventano e la serenissima prosapia dei longobardi – dopo di aver essa dominata in Benevento dall’anno 571 fino al 1077 - cioè per lo spazio di 506 anni tra Duchi N. 14 - Principi beneventani N. 13 - Beneventani e Capuani N: 11. In tal modo Benevento restò sotto il Libero dominio della santa Sede - a nome della quale, la governavano i Rettori. Morto Roberto Guiscardo - ebbe per successore nei Ducato di Puglia Ruggiero suo figliuolo, a cui succedette poi Willelmo III - Duca di Puglia. « Questo Roggiero Duca di Puglia si deve distinguere dall’altro Roggiero Fratello di Roberto Guiscardo, e Conte di Sicilia; il quale fu quel Roggiero, che discacciati i Saraceni dalla Sicilia, se ne rese Padrone dominandola col titolo di Conte. Fu poi soprannominato il gran Conte Roggiero per aver nell’ anno. 1098 - fra lo spazio di giorni 40, assediata, e presa la Città di Capua, e restituitala al Principe Riccardo con tutto il Capuano Principato; da cui i Capoani fin dall'anno 1099 s’erano ribellati. E procreò nel tempo dell’asse dio di Capoa un Figlio chiamato anche Ruggiero, il quale fu il primo che ottenesse la Corona di Sicilia, e la dominasse col titolo di Re, che intitolossi poi Ruggiero Re di Sicilia, di Puglia, e di Calabria.

NOTA

Il riferimento alle popolazioni provenienti da Aequum Tuticum e dal piano di Anzano, rafforza l'idea descritta nel libro "La comunità Romana di Anzano" di Mario Sorrentino ed Alfonso Caccese pubblicato a Bologna nel 2004, dell'esistenza di una città antica nel pianoro di pratola in località Tressanti.

Da Pagine di storia civile di P.Bernardino   Santosuosso - Montecalvo Irpino 1913

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